Le spese scolastiche e il Welfare aziendale

Ogni anno, le spese scolastiche bussano alla porta di moltissime famiglie e si presentano sotto forma di iscrizioni, libri di testo, scuolabus e tanto altro. Si nascondono dietro ogni richiesta e necessità dei figli e sono un qualcosa che impatta notevolmente l’economia di una famiglia, ancor di più considerando il periodo storico che stiamo vivendo che ha portato, purtroppo, molte difficoltà anche sotto questo aspetto.

 

Cerchiamo di capire, quindi, quanto costi mandare un figlio a scuola.

 

I costi del materiale scolastico, in media, si aggirano intorno ai 540 euro per studente, ma non finisce lì.

Se si considera di utilizzare l’auto per accompagnare i figli, supponendo un tragitto che si muove tra i 5 ed i 10 km, si può stimare una spesa annua di circa 350/400 euro; se invece si decide di acquistare un abbonamento ai mezzi di trasporto, ci si aggira intorno ai 250 euro annui.

Queste sono solamente stime generiche, a cui vanno aggiunte eventuali mense, spese extra, iscrizioni, corsi di lingua o centri estivi.

 

Tutto questo, ricordiamolo, per un solo figlio.

Non poco, insomma. Specialmente considerando che la maggior parte dei nostri acquisti, soprattutto quelli riguardante il materiale, hanno vita breve e l’anno seguente si deve ricominciare tutto dal principio, acquistando un nuovo libro di geografia o un nuovo libro di scienze.

 

Ci sono azioni, però, che un datore di lavoro può fare per venire incontro alle esigenze di un proprio dipendente, garantendogli la possibilità di ottenere rimborsi e quindi di poter risparmiare di fronte a queste necessità, senza fare distinzione tra scuola materna, scuola elementare, scuola media, superiori, master ed università, che siano queste pubbliche o private.

 

Questo grazie ai piani di Welfare Aziendale di cui può usufruire un’azienda, che può permettere così di migliorare il benessere dei dipendenti e delle loro famiglie, accompagnando economicamente l’istruzione dei loro figli dall’asilo, fino al momento in cui questi si affacceranno al mondo del lavoro.

 

Vediamo ora, nello specifico, quali sono le spese rimborsabili grazie al Piano Welfare:

 

  • Spese di iscrizione e frequenza di asilo nido
  • Spese di iscrizione e frequenza scolastica (materna, elementare, media, superiore)
  • Spese di iscrizione ad università pubbliche o private riconosciute
  • Spese di iscrizione a scuole di specializzazione pubbliche o private riconosciute
  • Spese di iscrizione a master pubblici o privati riconosciuti
  • Spese di iscrizione a corsi presso il conservatorio o istituiti per l’alta formazione e specializzazione artistica e musicale
  • Spese per la fruizione della mensa scolastica
  • Spese per servizi integrativi connessi alla frequenza scolastica (scuolabus, servizi pre-post scuola
  • Spese sostenute per l’acquisto dei testi scolastici/universitari
  • Spese sostenute per corsi di lingua straniera svolti in Italia e/o all’estero da istituti/enti certificati riconosciuti
  • Spese per la frequenza di ludoteche, centri estivi ed invernali

 

Non sono rimborsabili invece altre voci come le lezioni private, il grembiule, lo zaino, o il materiale di cartoleria.

 

I piani di welfare, inoltre, oltre agli evidenti benefici che portano nei confronti dei dipendenti, creano anche moltissimi vantaggi indiretti verso le imprese che ne usufruiscono, andando a migliorare la loro immagine e la loro produttività.

Il clima aziendale sarà certamente più positivo e più propositivo, ma anche il singolo lavoratore sarà sicuramente più felice e di conseguenza più incentivato per ottenere obiettivi, portando quindi risultati anche a livello più ampio all’interno del contesto aziendale.