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Buoni pasto: dal 1° settembre entra in vigore il tetto alle commissioni

Dal 1° settembre 2025 entra ufficialmente in vigore il tetto massimo del 5% alle commissioni applicate agli esercenti per l’accettazione dei buoni pasto.
Una novità introdotta dalla legge sulla Concorrenza, che punta a rendere il mercato più equilibrato e sostenibile, soprattutto per bar, ristoranti, supermercati e piccole imprese, spesso penalizzati da oneri troppo elevati.

 

Cosa cambia davvero

 

Il nuovo tetto non incide sul valore dei buoni pasto che i lavoratori ricevono – che resta fino a 4 euro esentasse per i cartacei e 8 euro per quelli elettronici – ma riguarda esclusivamente il rapporto tra società emettitrici ed esercenti convenzionati.
In pratica, dal 1° settembre la commissione che un esercizio deve sostenere per accettare i ticket non potrà più superare il 5% del valore nominale.

 

Si tratta di una misura che, secondo le associazioni di categoria, contribuirà a:

  • Alleggerire i costi per gli esercenti, con un risparmio stimato in 400 milioni di euro l’anno (Fiepet Confesercenti).

  • Favorire una maggiore accettazione dei buoni, ampliando la rete di utilizzo per milioni di lavoratori.

  • Rendere il sistema più equo, limitando squilibri che finora gravavano soprattutto sulle piccole e medie attività.

 

Un mercato che coinvolge milioni di persone

 

Leggi l’articolo: COME FUNZIONANO I BUONO PASTO E COME USARLI IN AZIENDA?

 

Il settore dei buoni pasto in Italia è in continua crescita: oltre 3,5 milioni di lavoratori li utilizzano ogni giorno, attraverso una rete di circa 170mila esercizi convenzionati.
Il giro d’affari complessivo supera i 4 miliardi di euro l’anno, con un incremento costante negli ultimi anni (+5% nel 2023).

Non sorprende, quindi, che la misura del tetto alle commissioni sia considerata una “piccola rivoluzione”: un passo atteso da tempo per riequilibrare un meccanismo che negli anni ha visto crescere costi e complessità.

 

Happily e Toduba: trasparenza fin dall’inizio

 

Se per il settore questa è una svolta, per Happily e il partner Toduba rappresenta una conferma del percorso già intrapreso.
Fin dall’inizio della collaborazione, infatti, abbiamo scelto di applicare una commissione del 5%, ovvero il costo sostenuto dall’azienda per il servizio di emissione dei buoni pasto.

 

Una scelta fatta ben prima della normativa, con l’obiettivo di garantire:

  • chiarezza per le aziende, che non devono affrontare costi nascosti o sorprese;

  • sostenibilità per gli esercenti, tutelati da commissioni eque;

  • fiducia da parte dei lavoratori, che possono contare su uno strumento solido e trasparente.

 

In altre parole: Happily e Toduba erano già in linea con il nuovo modello di mercato, senza saperlo.

 

I vantaggi dei buoni pasto Happily Lunch

 

I buoni pasto digitali Happily Lunch sono strumenti di welfare aziendale esentasse, flessibili e 100% deducibili, pensati per valorizzare il benessere dei dipendenti e semplificare la gestione per le imprese.

 

Per le aziende

  • Zero vincoli e massima flessibilità

  • Semplicità amministrativa e fiscale

  • Circuiti di spesa personalizzati

 

Per gli esercenti

  • Nessun costo di attivazione

  • Automazione degli aspetti fiscali

  • Nessun POS dedicato necessario

 

Per i dipendenti

  • Alta spendibilità, anche cumulativa (fino a 8 ticket per spesa)

  • Impossibili da smarrire

  • Esenti da oneri fiscali e previdenziali

  • Spendibili nei locali preferiti

 

Un sistema digitale che unisce convenienza, semplicità e sicurezza, in grado di creare valore lungo tutta la filiera.

 

Uno sguardo al futuro

 

Il tema dei buoni pasto resta centrale anche per le prossime politiche sul lavoro. Alcune associazioni di categoria hanno già proposto di innalzare il tetto di esenzione fiscale fino a 10 euro nella prossima Legge di Bilancio.
Un intervento che renderebbe i ticket ancora più vantaggiosi per aziende e lavoratori, rafforzando ulteriormente il ruolo dei buoni pasto come leva di welfare aziendale.

 

Con Happily Lunch, in partnership con Toduba, aziende e dipendenti possono contare su un sistema di buoni pasto digitale, trasparente e senza costi nascosti, da sempre in linea con i principi di un mercato corretto e sostenibile.

 

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