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Welfare in Busta Paga: guida completa ed esempio pratico

Adottare un sistema di welfare aziendale comporta molti vantaggi. Oltre a migliorare il benessere dei lavoratori, si possono ottenere importanti benefici fiscali e contributivi. Grazie agli ultimi interventi legislativi, numerosi beni e servizi offerti tramite il welfare aziendale beneficiano di agevolazioni fiscali, rendendo questa scelta vantaggiosa sia per i lavoratori che per i datori di lavoro.

 

Come funziona il welfare in busta paga

 

Il welfare aziendale si articola principalmente in flexible benefit e fringe benefit.

I flexible benefit includono una varietà di beni, servizi, prestazioni e opere, come specificato dall’art. 51, comma 2, del TUIR, offerti dal datore di lavoro nei piani di welfare aziendale.

Questi benefici rappresentano una parte importante della retribuzione totale del lavoratore e sono progettati per soddisfare esigenze non economiche specifiche dei dipendenti. Alcuni esempi sono l’assistenza sanitaria integrativa, la previdenza complementare, i servizi per l’infanzia e l’istruzione, e il supporto per familiari non autosufficienti.

 

I fringe benefit, invece, sono considerati “compensi in natura” perché, come indicato dall’art. 51, comma 3, ultimo periodo, del TUIR, vengono generalmente forniti sotto forma di beni e servizi direttamente dal datore di lavoro. Tra i fringe benefit più comuni troviamo buoni acquisto, veicoli per uso promiscuo, prestiti agevolati e alloggi aziendali.

 

Anche se i fringe benefit sono inclusi nella busta paga dei lavoratori, non sono trattati come elementi retributivi standard. Grazie a specifici regimi fiscali e previdenziali agevolati, molti di questi beni e servizi sono esclusi dall’imponibile fiscale e contributivo del lavoratore.

Se desideri approfondire la differenza tra fringe benefit e flexible benefit e capire come possono migliorare il benessere dei tuoi dipendenti, richiedi una consulenza gratuita sul welfare aziendale. 

 

Welfare in busta paga: quali sono i vantaggi per datori di lavoro e dipendenti

 

Scopriamo i benefici del welfare aziendale in busta paga, analizzando i vantaggi per dipendenti e datori di lavoro.

 

Vantaggi per i dipendenti

 

Il welfare aziendale offre numerosi vantaggi ai dipendenti, soprattutto attraverso i flexible benefit. Questi benefici includono beni e servizi specifici elencati nell’art. 51, comma 2, del TUIR, che non contribuiscono alla formazione del reddito da lavoro dipendente.

Ecco alcuni esempi di benefici completamente esentati da tasse:

 

  • Trasporto collettivo per il tragitto casa-lavoro
  • Abbonamenti per il trasporto pubblico locale
  • Benefit con finalità sociali, educative, ricreative, assistenziali o religiose
  • Servizi di educazione e istruzione
  • Assistenza per familiari anziani o non autosufficienti


     

Alcuni flexible benefit, invece, sono solo parzialmente esenti da tasse, come:

 

  • Contributi per assistenza sanitaria integrativa, fino a 3.615,20 euro annui.
  • Buoni pasto, fino a 4 euro al giorno in formato cartaceo o 8 euro in formato elettronico.
  • Azioni aziendali, fino a un valore complessivo di 2.065,83 euro per anno fiscale.
  • Contributi alla previdenza complementare, fino a 5.164,57 euro annui.

Vantaggi per i datori di lavoro

 

Anche i datori di lavoro traggono notevoli benefici dall’adozione di piani di welfare aziendale. Oltre a ottenere vantaggi fiscali e riduzioni contributive, le aziende possono migliorare la soddisfazione e la produttività dei propri dipendenti. Un ambiente di lavoro che valorizza il benessere dei lavoratori favorisce la fidelizzazione del personale, riduce il turnover e attira nuovi talenti. Inoltre, un forte programma di welfare può migliorare l’immagine aziendale, promuovendo un clima di lavoro positivo e collaborativo.

 

Se desideri saperne di più su come implementare un piano di welfare aziendale e sfruttare al massimo i vantaggi fiscali e contributivi, richiedi una consulenza gratuita con i nostri commerciali.

 

Welfare in busta paga e Flexible Benefit: vantaggi e modalità di erogazione

 

I flexible benefit possono essere erogati anche sotto forma di rimborso e includono diversi servizi utili ai dipendenti. Tra questi rientrano:

 

  • Abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale
  • Servizi educativi e di istruzione
  • Assistenza per familiari anziani o non autosufficienti

Questi rimborsi, se correttamente documentati, compaiono nella busta paga dei dipendenti ma non sono inclusi nel calcolo della retribuzione imponibile.

Per beneficiare delle esenzioni fiscali previste, la maggior parte dei flexible benefit deve essere concessa alla totalità dei dipendenti o a specifiche categorie omogenee, piuttosto che a singoli individui.

 

Per i datori di lavoro, il welfare aziendale diventa un efficace alleato per favorire il benessere dei dipendenti, riducendo al contempo i costi operativi. La possibilità di detrarre completamente dal reddito aziendale le spese sostenute per l’implementazione di flexible benefit e fringe benefit, come stabilito dagli articoli 54, comma 1, e 95, comma 1, del TUIR, rappresenta un’opportunità significativa.

 

Parallelamente, i costi relativi agli oneri di utilità sociale, compresi i benefit a fini socio-assistenziali indicati nell’art. 51, comma 2, lett. f) del TUIR, sono interamente deducibili, a condizione che l’erogazione di tali benefit avvenga secondo precise disposizioni contrattuali, accordi o regolamenti che costituiscono un obbligo negoziale, come specificato nella Circolare n. 5 del 2018.

 

 

 

Questo approccio consente ai datori di lavoro di dedurre integralmente i costi sostenuti, senza alcun limite, garantendo al contempo una significativa riduzione della pressione fiscale. Inoltre, l’esenzione parziale o totale da oneri contributivi, a differenza della retribuzione in denaro soggetta interamente a contribuzione, rende il welfare aziendale una strategia finanziariamente conveniente.

 

 

 

Tuttavia, è importante tenere presente che alcuni flexible benefit previsti dall’art. 51, comma 2, del TUIR sono soggetti al “contributo di solidarietà” del 10% a carico del datore di lavoro, come stabilito dall’art. 12, comma 4, lett. f), L. 153/1969, come specificato nella Circolare INPS n. 49/2023.

 

Un esempio concreto di Welfare in busta paga

 

Se un datore di lavoro desidera fornire un pagamento in denaro, sia su base volontaria sia come conversione di premi di risultato, può evitare le tasse e i contributi applicati alle retribuzioni dei dipendenti attraverso l’implementazione di un piano di welfare aziendale.

Ma come funziona questo strumento?

 

Grazie al welfare aziendale, non vi è alcun onere fiscale o contributivo, garantendo che, ad esempio, su una premialità ipotetica di 1.000€, il datore di lavoro eroghi 1.000€ e il dipendente riceva 1.000€ netti, pronti per essere spesi in beni e servizi.

 

Welfare aziendale in busta paga e Happily: un valore aggiunto per il Benessere Aziendale

 

 

 

Happily offre alle aziende un’ampia gamma di soluzioni per migliorare il benessere dei propri dipendenti. Attraverso la rete di partner convenzionati, Happily mette a disposizione dei dipendenti una vasta selezione di benefit flessibili che coprono una vasta gamma di esigenze, dalla salute, ai viaggi, all’istruzione, dall’assistenza familiare al tempo libero e alla previdenza integrativa, al trasporto.

 

 

 

Questi servizi sono progettati per promuovere il benessere personale e familiare dei dipendenti, offrendo soluzioni su misura per le loro esigenze specifiche. Inoltre, Happily offre anche la possibilità di usufruire di buoni pasto Happily Lunch , che consentono ai datori di lavoro di garantire ai propri dipendenti una pausa pranzo sana e bilanciata, con la flessibilità di utilizzare i buoni nei propri esercizi commerciali preferiti che convenzionano gratuitamente in poco tempo!

 

In aggiunta, i fringe benefit forniscono ulteriori vantaggi ai dipendenti, permettendo loro di soddisfare i loro bisogni primari attraverso Gift Card utilizzabili per lo shopping, la spesa, il carburante e molto altro.

 

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