Salviamo il “Made in Italy” con il digitale

 

Nel nostro Paese, le piccole medie imprese e gli artigiani, rappresentano una componente importante dell’economia italiana.

L’emergenza sanitaria ha provocato danni a diversi settori e i più colpiti risultano proprio essere gli artigiani e i commercianti costretti a chiudere le botteghe e i negozi, bloccando le vendite.

Questo freno improvviso ha messo in luce il gap tecnologico nel quale si trova l’Italia, e se prima del Coronavirus il digitale era considerato una opportunità, oggi rappresenta una necessità per tutte le PMI.

 

La digitalizzazione delle Imprese italiane

Questo bisogno emerge anche da un’indagine condotta da Confcommercio su 200 PMI del terziario proprio durante la pandemia.

Sottoponendo ad intervista queste realtà si può osservare che per oltre l’80% delle imprese, il digitale è sempre più importante, soprattutto per comunicare con i clienti e per vendere in maniera diretta. Tuttavia, il 36% afferma di non avere un sito web ma la maggior parte dichiara di utilizzare i canali social senza però una vera strategia (89%). Inoltre, il 76% degli imprenditori ritiene utile seguire corsi di formazione digitale per migliorare le proprie competenze e quelle dei collaboratori.

 

La ricerca #RestartItalia di Wwworkers

Tali dati si sommano alla ricerca #RestartItalia condotta da Wwworkres su 400 PMI: analizzando il campione, possiamo osservare che l’emergenza Covid-19  ha portato il 27% delle imprese a chiudere, il 31% a ridurre ma non a bloccare la produzione e il 16% a riconvertire i propri prodotti e servizi.

Il 70% del campione che ha deciso di “rimanere aperto”, ha affermato che il ruolo della rete è stato fondamentale per mantenere i contatti con i clienti.

Il 42% delle imprese ha utilizzato il digitale per sviluppare nuovi modi di vendere e comunicare, mentre l’87% ha investito maggiormente sui social network (Facebook è stato usato dal 93% delle aziende campione) e sulle app di messaggistica. Telegram o WhatsApp infatti, sono state usate dal 32% degli intervistati per comunicare più velocemente con i propri clienti.  Oltre a ciò, il 16% ha realizzato per la prima volta dei video promozionali su YouTube e il 32% ha fatto una diretta in live streaming.

 

L’e-commerce come canale per il successo

L’e-commerce è stato un altro canale utilissimo per le aziende: il 39% degli intervistati infatti ha affermato di aver utilizzato la vendita online. Le modalità di impiego ed implementazione di questo canale sono svariate e sono state sviluppate in base alle risorse disponibili e agli obiettivi delle aziende.

 

#RestartItalia riporta alcuni casi specifici di aziende che sono riuscite a sfruttare il digitale crescendo nonostante il periodo.

Un esempio tutto romano è Daje Shop, che ha creato una piattaforma basata sul concetto di prossimità: tramite l’e- commerce di quartiere, gli utenti possono acquistare presso il proprio negozio di fiducia e ricevere l’ordine direttamente a casa, con l’obiettivo di sostenere le attività locali, anche quelle che non hanno un canale di vendita online proprio.

Un altro caso interessante è Mulinum, PMI calabrese che grazie al suo e-commerce ricco di prodotti e idee, durante la quarantena ha venduto la sua farina in tutta Italia arrivando fino a 500 ordini al giorno. Inoltre, attraverso il marketing e cogliendo uno dei maggiori trend dell’isolamento forzato, ha proposto kit per fare la pizza in casa che sono andati a ruba.

 

Quanto emerge sopra ci  porta ad affermare che non bisogna più chiedersi quando torneremo alla normalità ma piuttosto come possiamo agire nel cambiamento, senza paura. E il digitale appare essere la soluzione più veloce ed efficace, quella che permetterà alle aziende di rimanere sul mercato.

 

Internet attraverso l’emergenza, ha quindi riorganizzato il modo di relazionarsi e ha dato inizio a nuove abitudini.