Legge di bilancio 2021: i due emendamenti relativi al Welfare Aziendale

 

Negli scorsi giorni è stata approvata alla Camera dei Deputati, la Legge di bilancio 2021, manovra da 40 miliardi, che dovrà passare in Senato per il via libera definitivo entro il 30 dicembre.

Tra i vari cambiamenti relativi al Welfare Aziendale proposti nel 2020, ne erano stati “salvati” solo due, ossia gli emendamenti attinenti alla mobilità per i dipendenti e la proroga anche al 2021 dell’aumento del tetto dell’esenzione fiscale dei fringe benefit da 258,23 euro a 516,46 euro.

Questi cambiamenti purtroppo sono stanti bocciati lunedì scorso, ma come affermano i loro “sostenitori”, verranno a breve riproposti visto il loro valore e la potenzialità di impatto sui lavoratori dipendenti e su tutto il sistema economico italiano.

Ma che cos’è il welfare della mobilità?

Nello specifico la proposta prevede l’aggiunta all’art. 51 comma 2, della lettera “d-ter” che amplia l’agevolazione fiscale delle somme destinate non solo agli abbonamenti ai mezzi pubblici regionali o interregionali ma anche “per l’acquisto, il noleggio e la fruizione condivisa in sharing di mezzi di trasporto quali auto, moto scooter, e-bike in servizi aziendali (corporate sharing), dal dipendete e dai familiari per una somma complessiva e non superiore a 1.000 euro”.

Tale proposta è stata avanzata con lo scopo di incentivare alla mobilità green coinvolgendo il mondo del lavoro e dell’impresa nell’ambito del welfare aziendale, innescando un virtuoso meccanismo in grado di diffondere il più possibile le azioni sostenibili. Tutto ciò visto anche visti i numeri italiani: nella Penisola infatti, negli ultimi 35 anni si è passati da 20 a 40 milioni di veicoli privati mentre in Germania o in altri paesi europei è avvenuto il contrario.

L’obiettivo della proposta è invertire la tendenza attraverso un piano nazionale che racchiude molteplici incentivi in grado di permettere un passaggio graduale ma decisivo alla mobilità sostenibile e in quest’ottica anche il Welfare Aziendale gioca un ruolo fondamentale.

 

Raddoppio plafond fringe benefit 2021

Il secondo emendamento, invece, mirava al prolungamento del raddoppio del plafond di esenzione fiscale dei fringe benefit avvenuto nell’agosto 2020 anche per il 2021.

Mantenere il raddoppio del fringe secondo On. Jessica Costanzo, è una misura strategica di enorme importanza per il mondo del lavoro e per le aziende. Tale provvedimento ha conseguenze vantaggiose sia al sostegno del reddito dei lavoratori sia come aiuto alla ripresa dei consumi interni, oltre che a costituire un vantaggio fiscale per le Imprese.

La bocciatura dell’emendamento secondo i suoi “sostenitori” è dovuta soprattutto alla poca conoscenza dei dati effettivi delle potenzialità della proposta, visto il poco tempo di applicazione nel 2020. Anche da parte sindacale la valutazione generale sul regime dell’innalzamento del tetto dei fringe benefit a 516,46 euro è positiva.

On. Costanzo tuttavia è fiduciosa, e riproporrà il tema nel decreto Milleproroghe che discuterà la Camera a febbraio 2021.

 

In conclusione, l’esigenza posta dai due emendamenti in questione, rimane di grande attualità e ampia condivisione ed è facile prevedere che saranno comunque al centro di possibili riforme