I “Green Jobs” del futuro

 

Il mondo del lavoro non è sicuramente un ambiente stabile. Non lo è mai stato e mai lo sarà, ma questo principalmente perché è la nostra società a non esserlo, essendo in continua evoluzione e sempre rivolta verso l’innovazione. È precario, difficile. La domanda e l’offerta non sempre sembrano andare d’accordo e capita spesso di sentire frasi come “Ci sono troppi avvocati”. Non importa che siano avvocati, medici, baristi o insegnanti, sembra sempre essercene comunque un eccesso.

 

Questo cosa comporta? Non solo disoccupazione, ma anche una retribuzione precaria, tipologie di contratti incerti e insicurezza sia dal punto di vista economico, che emotivo.

 

E’ come se vivessimo tutti in bilico su un filo e, spesso e volentieri, il fatto che noi rischiamo di cadere da una parte, piuttosto che dall’altra, non dipende solo da noi. Ci sono tantissimi fattori che possono essere artefici del nostro destino e, proprio per questo motivo, ci sono professioni che verranno sostituite dalla tecnologia, o semplicemente spariranno.

 

Quelli che però sembrano essere una speranza solida e concreta per il nostro futuro sono quelli che vengono chiamati “Green Jobs”, cioè quelle occupazioni nei settori dell’agricoltura, del manifatturiero, nell’ambito della ricerca e sviluppo, dell’amministrazione e dei servizi che contribuiscono in maniera incisiva a preservare o restaurare la qualità ambientale.

 

Non solo questi nuovi lavori sembrano essere caratterizzati da una maggiore stabilità dei contratti, con un 46% di assunzioni a tempo indeterminato contro un 24% per le altre figure, ma sono anche ruoli che possono avere un impatto concreto nei confronti del nostro ambiente, per questo motivo vengono indicati come “lavori sostenibili”.

 

Sarebbe bello un giorno poter dire “Ci sono troppi cuochi sostenibili”, oppure “Ci sono troppi esperti di acquisti verdi” perché questo, inevitabilmente, avrà portato ad un’evoluzione dal punto di vista della sostenibilità all’interno della nostra società. Ci vorrà ancora molto tempo, però, perché la domanda superi l’offerta, essendo queste figure ancora “sconosciute”.

 

Proviamo ad analizzarle più da vicino.

 

Cuoco sostenibile

La peculiarità di questa figura è quella di prestare attenzione ai marchi di qualità ed alle produzioni biologiche e a chilometro zero, con un focus sulla riduzione degli sprechi ed il riciclo dei materiali.

Il titolo necessario per ricoprire questa mansione è il diploma di scuola alberghiera, seguito da corsi e master di specializzazione, soprattutto sulle produzioni tipiche e di qualità e sul biologico.

 

Esperto di acquisti verdi

Questa figura professionale si occupa di acquistare i materiali necessari per la lavorazione all’interno di un’impresa, cura i rapporti con i fornitori e ne individua i migliori, controlla la qualità degli acquisti e gestisce il magazzino. Essendo specializzato nell’individuazione di prodotti e servizi a basso impatto ambientale, si occupa anche degli acquisti necessari ad un’attività, come macchine, arredi ed utensili. Per essere un esperto di acquisti verdi conta molto di più l’esperienza in campo piuttosto che un corso formativo, anche se questi non mancano.

 

Informatico ambientale

Il percorso formativo di questa nuova figura può partire dall’ingegneria, dall’architettura o dalla geologia per poi seguire in un master di specializzazione in informatica, oppure può svilupparsi anche in percorsi di laurea e postlaurea specifici per bioinformatici e per ingegneri geo – informatici. L’informatico ambientale è tra i professionisti più ricercati tra quelli che si muovono in ottica ‘green job’, in particolare nell’ambito dell’Internet of Things, ovvero l’ “internet delle cose”, che si dedica in gran parte alla gestione di servizi energetici per ottimizzare i consumi.

 

Chimico verde

Il chimico verde progetta e sviluppa nuovi prodotti prevalentemente in ambito industriale, ma può applicare le proprie competenze anche in altri ambiti del settore, avendo infatti competenze nella tecnologia ambientale e nella chimica analitica. Sa analizzare e valutare le problematiche produttive e quelle ambientali, soffermandosi anche su quelle relative alla sicurezza sul lavoro.

 

Esperto in marketing ambientale

Questa figura è fondamentale nei processi produttivi e di commercializzazione sia dei prodotti dichiaratamente dedicati alla salvaguardia dell’ambiente, che quelli più vari che vogliono comunque essere in regola con la sostenibilità. Considerando che l’aspetto ambientale sta diventando sempre di più uno dei fattori determinanti nella scelta di acquisto, è evidente come colui che sviluppa il marketing di un prodotto o servizio rientri tra i nuovi lavori del futuro.

 

Economista ambientale

L’economista ambientale è chiamato a saperne di gestione del rischio, di politiche ambientali, di gestione ambientale di impresa, di impatto dei sistemi socioeconomici sugli ecosistemi, di servizi ecosistemici.  Lo scopo è quello di contribuire allo sviluppo e all’applicazione dell’economia ambientale e delle risorse.

 

Promotore edile di materiali sostenibili

Anche il settore edilizio si muove in un’ottica green e la progettazione nel campo dell’edilizia non può che applicare i più innovativi criteri di sostenibilità ambientale con l’utilizzo di nuovi materiali e processi. Questa figura offre un supporto tecnico volto a favorire un corretto utilizzo di materiali edili naturali, nell’applicazione di tecnologie e tecniche costruttive per la riqualificazione energetica degli edifici.

 

Giurista ambientale

Si tratta di un esperto legale dell’azienda con competenza certificata e specialistica in maniera giuridica e legislativa per quanto riguarda l’ambiente, svolgendo attività di consulenza e rappresentanza ed assistendo nell’interpretazione delle norme del diritto.

 

Ci sono moltissimi altri lavori green, oltre a questi già citati, che possono essere punti di svolta e di partenza per un cambiamento radicale all’interno del mondo lavorativo, il quale può offrire nuove occasioni e nuove consapevolezze, soprattutto ai giovani. Anche in un ambiente scolastico, bisognerebbe offrire ed illustrare questi spunti, mettendo in luce nuove possibilità che possono non solo creare una nuova cultura del lavoro, ma anche concretizzare il nostro impegno in maniera efficace nei confronti della sostenibilità.